FUTURO PRESENTE: Giovani e Lavoro.

Pensare ai giovani e al loro lavoro, sempre.

Fin dal 1999 ho presentato in Consiglio comunale precise proposte per i Giovani e il lavoro.

Riuscimmo anche a rompere la maggioranza, imponendo ad esempio, che si svolgesse, nel 2000,  una vasta Istruttoria pubblica sulle imprese della comunicazione.

Ma Guazzaloca e l'allora Assessore Raisi non furono all' altezza.

Il Comune non fece quasi nulla, nel mandato con al governo il centrodestra,  per dare futuro alla citta'. 

 

Ora l'amministrazione di centrosinistra, con l'ausilio di tutti noi consiglieri, delle categorie economiche, delle scuole e dell'Università, deve dimostrare di esserne capaci.

 

Dall' Ordine del giorno per invitare la Giunta a realizzare un pacchetto di interventi rivolti alle nuove generazioni presentato dal consigliere Ferrari:

 

"II Consiglio Comunale di Bologna,

 

consapevole dalla priorita'  rappresentata dall'assicurare alle nuove generazioni ampie possibilita'  di affermazione, per garantire il ricambio delle funzioni civili e lavorative nella citta' ed il conseguente suo pieno sviluppo,

 

invita la Giunta

a realizzare, un pacchetto coordinato di interventi che miri a incrementare sensibilmente le opportunita'  di crescita, educazione, libera espressione, formazione, lavoro delle nuove generazioni, il "futuro presente" della citta' .

 

Gli interventi devono riguardare impegni che qui riportiamo in titoli e proposte.

 

UNA SCUOLA PUBBLICA DI QUALITA'

 

Bologna e' chiamata a confermare e a qualificare la propria ricca esperienza nella scuola, nella formazione, nell'educazione.

L' autonomia che le scuole hanno conquistato, e che la Moratti e Berlusconi vogliono cancellare, permette una loro maggiore possibilita'  di dialogo con la citta' .

L'autonomia dei singoli Istituti ha bisogno di scuole di dimensioni adeguate e con ricche dotazioni strumentali e didattiche.

E' necessario che il Comune di Bologna, insieme alla Provincia e d'intesa con la Regione Emilia-Romagna si doti di un accordo di programma con le scuole bolognesi al cui centro sia la qualita'  della formazione.

 

Quattro le scelte di indirizzo:

 

a) nei servizi educativi si devono attivare maggiori possibilita' , con un consolidamento e una qualificazione dell'offerta direttamente gestita dal Comune, nella scuola dell' Infanzia, un aumento nel nido, e vanno sollecitati Stato e associazionismo ma non per sostituire cio' che c'e' ma per accrescere le possibilita' , per garantire alle famiglie una vera liberta'  di scelta (non "il privato perche' non ci sono posti" )e alle bambine e ai bambini uguale e controllata qualita'  dell'offerta;

 

b) le aree e le strutture scolastiche devono avere una manutenzione migliore, garantita da un piano costante di interventi;

 

c) i percorsi formativi devono integrarsi con l'offerta educativa e culturale della citta' , a partire dall'utilizzo del pieno orario di apertura degli Istituti scolastici, facendo cosi' dei Piani dell'Offerta Formativa delle scuole un asse centrale delle politiche culturali generali, oltreche' giovanili, dell'Ente Locale. Per lo stesso motivo occorre aumentare l'espansione, con la diffusione soprattutto verso i giovani studenti della scuola secondaria, dei servizi educativi territoriali (ludoteche, punti lettura, centri di psicomotricita' ) e delle aule didattiche decentrate e dei laboratori (musei, luoghi di cultura della citta' , luoghi di ricerca e di lavoro). In questo modo il processo di apprendimento si giova dell'incontro con saperi che nascono nei luoghi della ricerca, del lavoro, della creazione artistica e culturale, della conservazione della memoria,

 

d) Contribuire a mettere in contatto le scuole e il lavoro.

Bologna deve essere una citta'  in cui tutti i suoi giovani, alla maggiore eta', abbiano un titolo formativo per entrare nel mercato del lavoro.

Occorre investire nella formazione tecnico-culturale successiva al diploma, che rappresenta la nuova frontiera dell'intervento comunale.

Per raggiungere questo fine va garantita piena funzionalita'  alla Fondazione Aldini-Valeriani, voluta dal Comune e dalle forze imprenditoriali della citta' . La fondazione Aldini, con gli Istituti, e strumenti quali Libra,

incomprensibilimente non piu' sostenuta dal Comune, devono diventare il perno attorno al quale collegare politiche rivolte alle Istituzioni per la ricerca, pubbliche e private, all'Universita', e alle imprese affinche' oltre alla promozione della cultura tecnica, il Comune contribuisca decisivamente a formare nuove leve di imprenditori, dirigenti e lavoratori, per il rinnovamento dell'Industria a Bologna. Con lo stesso fine, ma rivolta al terzo settore dell'economia, si propone di realizzare una nuova "Fondazione Sirani", per formare personale capace di impiantare e dirigere forme di imprenditoria sociale nel campo dei servizi alle persone.

 

GIOVANI E STUDENTI, UNIVERSITA' E CULTURA A BOLOGNA: UN DIRITTO, UNA RISORSA ECONOMICA

 

Il Comune deve contribuire a costruire un circuito virtuoso che offra ampie occasioni di confronto e di proposte operative, cosi' come per le realta'  scolastiche cittadine, ai centri di ricerca universitari, alle associazioni ed ai centri culturali vicini ai giovani (teatro, musica, animazione culturale), con un impegno particolare del Comune di Bologna a contribuire all'apertura delle biblioteche universitarie ai cittadini bolognesi, attraverso una integrazione del protocollo esistente fra Universita'  e Comune che preveda reciproci adempimenti.

 

Perche' la citta'  sia capitale europea della cultura sempre e non solo per il ricordo del 2000, occorre impegnarsi perche' Bologna diventi:

- Citta'  dove le istituzioni culturali stabili promuovono le "officine" giovanili.

- Citta'  con una programmazione degli spazi per ogni attivita'  culturale, che verifichi le funzionalita' consolidate e le possibilita'  di apertura alle nuove produzioni.

- Citta'  ponte che costruisce dialogo e relazioni con altre citta'  di tutta Europa puntando anche ad esportare in Italia e nel mondo eventi, produzioni culturali e capacita'  di servizio innovative.

- Citta'  che realizza il Distretto dell'industria multimediale nelle aree gia'  individuate, con la collaborazione tra citta'  e Universita' , come luogo in cui conviveranno produzione, divulgazione e fruizione di cultura, spettacolo, scienza e tecnologia per attrarre investimenti dalle imprese che operano in questo campo e valorizzare le attivita'  delle associazioni che si sono sviluppati in questi anni.

 

LE NUOVE TECNOLOGIE, BOLOGNA DIGITALE, IPERBOLE

 

La citta'  va dotata di un "piano regolatore telematico". La cablatura per le reti informatiche deve disporre di strumenti che favoriscano le opportunita'  di competizione e di progettazione innovativa da parte dei vari attori interessati. Il piano deve essere uno strumento agile, garantire che la diffusione dei sistemi telematici avvenga in sicurezza e regolarita'  e deve inoltre predisporre un modello secondo il quale la diffusione dei mezzi informatici vada a vantaggio dello sviluppo sociale ed economico della nostra realta'  cittadina. Deve cioe' offrire occasioni anche a quelle realta'  sociali ed economiche che, a causa degli attuali limiti culturali ed infrastrutturali, rischiano una progressiva marginalizzazione dal processo di ammodernamento in atto.

 

In questo ambito di piu' generale attenzione alle nuove tecnologie, gia'  prevista dal programma di attivita' : "Bologna Digitale", e' necessario continuare ad incrementare sensibilmente la qualita'  e l'utilizzo della Rete civica, che deve diventare un ampio portale comunicativo che renda visibile, plurale e interattiva la comunicazione fra il Comune e la citta' , una vera e propria: "piazza telematica", una nuova news metropolitana.

 

Occorre proseguire e incrementare i corsi di alfabetizzazione di primo livello che insegnino l'accesso, la ricerca, la navigazione, l'uso della posta elettronica e dei forum;

la creazione di postazioni Internet accessibili al pubblico (col semplice pagamento di tariffa telefonica urbana);

la promozione ulteriore di esperienze di tele-lavoro anche nel settore pubblico, a partire dal Comune di Bologna;

la realizzazione, con adeguati investimenti, di accordi di utilizzo fra la Rete civica ed il Nodo di riferimento, per rendere la rete ed i servizi che offre maggiormente accessibili e praticabili.

 

Occorre incrementare la partecipazione civile attraverso Internet. Vanno promosse nuove forme di partecipazione democratica, favorite dall'estendersi dell'utilizzo interattivo della posta elettronica, per chiedere informazioni all'Amministrazione, per avanzare suggerimenti, per esprimere pareri. Vanno estesi i forum a tema: che possano essere proposti a qualsiasi livello territoriale, dall'isolato al quartiere al Comune, le forme di consultazione, a cui si partecipa con un mezzo di identificazione sicuro.

A questo scopo si invita la Giunta a proporre un protocollo con i ministeri piu' direttamente interessati (tra cui: scuola, commercio, finanze, comunicazioni).

Serve una pagina nuova, E' possibile anche perche', grazie a chi vi ha lavorato, non tutti i fili sono stati spezzati dal '99 al 2004.

 Bologna ha un grande patrimonio i questo campo, che deve essere profondamente valorizzato.

 

DAGLI ANZIANI AI GIOVANI: LA TRASMISSIONE DI IMPRESE

 

Assieme alla necessita'  di formare nuove imprese Bologna presenta un altro

importante problema sul quale occorre intervenire. Il nostro tessuto economico-produttivo, presenta nella sua globalita'  la necessita'  di veder garantiti il ricambio ed il rinnovamento generazionale nelle strutture gestionali delle imprese. La mancata "trasmissione" dagli anziani ai giovani favorisce esternalizzazione e perdita per la citta'  di importanti patrimoni progettuali, manageriali, lavorativi e forti crisi e chiusure di unita'  produttive.

In particolare nelle piccole aziende artigiane dove spesso operano titolari in eta' 

avanzata.

La "trasmissione" e' il momento di riallocazione di risorse imprenditoriali da chi

non e' piu' interessato o non ha piu' l'eta'  a chi vuole fare impresa.

Attualmente e' in corso di sviluppo un sistema informativo (promosso da Regione, Camera di Commercio e Associazioni di Categoria) che opera per mettere in contatto chi offre l'impresa e chi potrebbe essere interessato al suo acquisto.

E' necessario che il Comune dando continuita'  e ulteriore impulso e sostegno alle attivita'  gia'  svolte in questo campo e costruendo d'intesa con le Associazioni imprenditoriali un monitoraggio delle situazioni critiche, percorsi formativi, stages e situazioni di contatto fra imprenditori e lavoratori anziani e giovani.

Il Comune deve farsi promotore dell'istituzione di un fondo a supporto della

consulenza per l'analisi sulle imprese e per il loro trasferimento di proprieta' .

Accanto alla promozione d'impresa occorre mantenere la centralita' di iniziative per favorire un accesso consapevole e piu' forte, per qualita'  e continuita'  del lavoro, dei giovani alle diverse forme d'impiego e lavoro autonomi, considerando come il lavoro cosi' detto atipico rappresenti oggi la norma per l'attuale accesso delle giovani generazioni, e spesso con forme di precarieta'  e sfruttamento inaccetabili.

L'insieme delle politiche qui presentate puo' svolgersi solo nell'ambito di un vasto coordinamento metropolitano, e con il pieno inserimento a tutti i livelli nei progetti comunitari e regionali, perche' Bologna, anche e soprattutto rinnovando le proprie classi dirigenti e lavoratrici svolga appieno la funzione di "porta d'accesso" alle piu' significative innovazioni ed allo sviluppo in una fase di crescente competizione, per l'Emilia-Romagna ed un territorio ancora piu' vasto.

 

Davide Ferrari

 

 

 
Le ragazze ed i ragazzi sono i nostri fiori. Non c' e' nulla di piu' bello, ma anche delicato. Chi governa, chi vuole amministrare Bologna deve averne cura. Molto, molto di piu'.

 


 


 


 


 



Davide in Comune :" Pensiamo e lavoriamo ogni giorno per dare un buon lavoro ai giovani, un futuro alla citta' "