Daisy


Mi sono avvicinato a capire quanto siano importanti gli animali nella nostra vita da quando mia figlia ha una sorellina, Daisy (nella foto).

Io credo che non possiamo far finta di vivere da soli sul pianeta, circondati solo da cose. Abbiamo compagnia. Non siamo l'unica forma di vita e la vita degli altri non ci appartiene.

E ci siamo anche noi.(Fiori, alberi, le piante, insomma!)

Per leggere di iniziative animaliste puoi visitare: www.yahoogroups.com/group/animalicomenoi
 

:: Animalismo ::

Risposte provvisorie, ma che condivido, a domande che ci vengono rivolte, e ci rivolgiamo, di continuo.

1) Cosa si intende per "Animalismo"?
Animalismo significa battersi per i diritti degli animali, per garantire loro un rispetto ed una considerazione maggiori.
Molte persone prestano attenzione agli animali solo se sono carini o utili all'uomo, o solo se costituiscono una specie in via d'estinzione. Come se tutti quegli animali che non giudichiamo utili e carini, non debbano avere diritti.
Battersi per i diritti degli animali comporta una comprensione reale e profonda di cio'che e' davvero nel loro interesse. Vuol dire riconoscere che gli animali non sono una nostra proprieta', non sono una "cosa" che possiamo usare per nutrirci, per vestirci, per divertirci o per farci degli esperimenti.
Il fatto di non poter porre fine a tutte le sofferenz, non vuol dire che non possiamo fermarne nessuna.

Nel mondo di oggi, in cui regna una maggiore possibilita'  di scelte, c'e'anche la scelta etica di decidere di vivere senza uccidere gli animali.


2) Che differenza c'e' tra "Animalismo" e "conservazionismo"?

Le teorie conservazioniste si battono per la protezione degli animali e la conservazione delle specie, tuttavia subordinano i diritti degli animali a quelli dell'uomo.

L'animalismo, crede invece che tutti gli esseri viventi debbano avere uguali diritti e che gli interessi degli animali non possono essere sacrificati a vantaggio di quelli dell'uomo.

Questo non vuol dire automaticamente che i diritti degli animali, cosi' come quelli dell'uomo, debbano essere "assoluti" o che non possano entrare in conflitto tra loro.

3) Quali diritti dovrebbero avere gli animali?

Gli animali hanno anzitutto il diritto al rispetto.
La loro natura ed i loro interessi devono essere tutelati e tenuti nella medesima considerazione di quelli di qualunque essere umano.
Il cane, ad esempio, per sua natura soffre per qualunque forma di violenza e maltrattamento. Noi dobbiamo necessariamente tenere conto di questo e rispettare e tutelare il diritto del cane a non essere picchiato o indotto alla violenza.

E' comunque vero che non sempre animali e uomini debbono avere gli stessi tipi di diritti, perche' non sempre hanno gli stessi interessi.


4) E' giusto credere nei diritti degli animali, ma e' sbagliato chiedere agli altri di fare altrettanto. Ognuno e' libero di pensarla a modo suo.

Tutti hanno il diritto alle loro opinioni! Ma la liberta'  di pensiero non vuol dire automaticamente liberta'  di azione. Ognuno e' libero di pensare cio' che vuole, nella misura in cui, pero', questo non danneggi gli altri.
Si puo' credere che gli animali debbano essere uccisi, che la gente di colore debba essere ridotta in schiavitu', che le donne siano inferiori e debbano essere picchiate, ma non si puo' avere il diritto a trasformare queste opinioni in realta' .


5) Gli animali non ragionano come noi uomini, non sanno cosa vuol dire diritto e non sempre rispettano i nostri diritti. Allora perche' dovremmo applicare loro le nostre idee di moralita' ?

Perche' l'incapacita'  dell'animale di capire ed aderire alle nostre regole e modi di pensare non ci esime dal dovere di utilizzare la nostra relativamente maggiore capacita' di modificare i comportamenti per imparare a non danneggiare gli altri.


6) Spesso e' impossibile evitare di usare tutti i prodotti di origine animale. Come porsi di fonte al fatto che spesso, senza esserne consapevoli, siamo causa di sofferenza per gli animali?

E' impossibile vivere senza causare alcun torto, tutti abbiamo accidentalmente calpestato una formica o respirato un moscerino, ma questo non significa che abbiamo intenzionalmente causato un torto.


7) Essere animalisti vuol dire anche commettere azioni terroristiche?

Anche se alcuni animalisti hanno fatto uso della forza, il movimento animalista e' fondalmentalmente un movimento non-violento.
Una delle convinzioni centrali dell'animalismo e'  infatti il totale rifiuto della violenza sugli animali cose come sulle persone.

E' un movimento ed insieme un modo di essere e di pensare, una piu' vasta attenzione a come viviamo, al destino nostro non solo degli animali. E' in grande espansione e non si puo' ridurre ad episodi, anche se importanti.


8) Perche' pensare agli animali quando ci sono cosi' tante persone che hanno bisogno di aiuto?


Dobbiamo impegnarci a combattere ogni tipo di violenza e di sofferenza tutte le volte che possiamo.
Aiutare gi animali non e' meno importante di aiutare gli esseri umani.
La violenza e la conseguente sofferenza di animali e uomini sono fenomeni strettamente connessi.


9) Ma e'  proprio allo scopo di alleviare la sofferenza dell'uomo che molti animali vengono usati come cavie nei laboratori...

Essere allevati per un certo scopo non cambia la capacita'  degli animali di provare dolore e paura.


10) Gli animali che vivono nelle gabbie dei laboratori o degli allevamenti intensivi non soffrono poi cosi' tanto perche' non hanno mai conosciuto altro.

Impedire ogni tipo di movimento e di comportamento istintuale provoca sofferenze atroci all'animale.
Anche gli animali chiusi in gabbia fin dalla nascita sentono la necessita'  di esplorare, di pulirsi, di fare esercizio e di sgranchire le proprie zampe o le proprie ali.
Essere chiusi o vivere ammassati in spazi ristretti e' angosciante per quegli animali la cui natura e' quella di vivere isolati o per quegli animali che vengono messi in gruppi talmente grandi da impedire, ai membri del gruppo, il riconoscimento reciproco.
Inoltre tutti gli animali che vivono in gabbia, anche senza subire ulteriori violenze, soffrono terribilmente e alcuni di loro in modo cosi' intenso da essere indotti all'autolesionismo o a comportamenti violenti.


11) Se  lo sfruttamento degli animali e' sbagliato, perche' e' ancora legale?

Legalita'  non vuol dire automaticamente moralita' .
Dipende unicamente dalle opinioni del legislatore la decisione di chi puo' o non puo' avere diritti legali oggi.
Le leggi cambiano cosi' come cambiano gli orientamenti poitici e l'opinione pubblica.
Valgano per tutti gli esempi dell'abolizione del lavoro minorile e della schiavitu'.


12) Gli animali non sono evoluti ed intelligenti come gli esseri umani.

Detto subito che e' sbagliato fare classifiche senza comprendere che la meraviglia del mondo e' la diversita' bisogna rispondere che se il possedere "un'intelligenza superiore" non ci autorizza ad abusare degli altri per il raggiungimento dei nostri scopi, perche' dovrebbe autorizzarci ad abusare degli animali?

Gli esseri umani meno intelligenti devono avere meno diritti?


13) Le condizioni degli animali negli allevamenti da pelliccia o nelle industrie farmaceutiche non sono tanto peggiori di quelle in alcuni dei loro habitat naturali, dove spesso muoiono di fame, malattia o come prede di altri animali. Almeno gli animali chiusi nei laboratori o negli allevamenti intensivi sono nutriti e protetti.Inoltre in  alcuni casi gli animalisti hanno fatto uscire dalle gabbie animali che poi sono morti sotto automobili o di freddo e di sete ecc.

Un tempo vi era chi diceva che in fondo i neri vivevano meglio da schaivi nelle piantagioni che da uomini liberi.
Gli animali nelle industrie cosmetiche e farmaceutiche soffrono cosi' tanto che e' inconcepibile il fatto che possano trovarsi meglio in un laboratorio piuttosto che nel loro habitat naturale, per quanto selvaggio esso possa essere.
Li'  loro possono almeno vivere liberi, vivere secondo le loro leggi e le loro regole, vivere seguendo il loro istinto ed il loro comportamento naturale.
Il fatto che gli animali potrebbero soffrire nel loro ambiente naturale non e' una ragione sufficiente a giustificare la loro sofferenza in cattivita', per nostra scelta e per nostra colpa.

Il problema comunque non e' tanto liberare in qualunque modo questo o quel  gruppo di animali ma fare cessare lo sfruttamento e lo sterminio.Le azioni dimostrative, quando siano indispensabili, debbono servire a far riflettere, ad indicare l'insostenibilita'  della sofferenza inferta.Inoltre poiche' si tratta di esseri viventi ogni forma di lotta che li coinvolge deve valutare le conseguenze che genera in loro.