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Peace page
La pagina della pace. Una pagina da aprire, finalmente.
"Le citta' devono insorgere.
Esse devono sorpassare la corazza delle sovranita' statali, che ancora sono segnate dall'arcaico antagonismo tra Stato e Stato, per restaurare la solidarieta' dell'ethos cosmopolitico a dimensione planetaria. Le citta' sono chiamate a questa grande, pacifica, rivoluzione. Per questo io plaudo all'idea di dichiarare le nostre citta' : Citta' della pace". (p. Ernesto Balducci)
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BOLOGNA RIPUDIA LA GUERRA.
leggi il sito: www.bolognaperlapace.blogspot.com
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LA PACE RENDE RICCA LA CITTA'.
"Gli Stati passano, le citta' restano." (Giorgio La Pira)
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UN PROGRAMMA PER FARE AGIRE BOLOGNA PER LA PACE.
"Bologna ripudia la guerra. Cosa puo', cosa deve fare una citta' per la pace e la solidarieta' internazionale. Guazzaloca e' scomparso totalmente in questi lunghi mesi di guerra, di forte preoccupazione fra i cittadini ed anche di straordinarie manifestazioni a Bologna come e piu' che in ogni citta' del mondo. Abbiamo avuto, come opposizione, sulle nostre spalle la responsabilita' di rappresentare il Comune come una Istituzione democratica, sensibile, presente. Ma, proprio per questo, avvertiamo l' esigenza di andare oltre la polemica. Bologna ha una grande tradizione come citta' di pace. Insieme alla Firenze di Giorgio La Pira e alla Venezia di Massimo Cacciari, Bologna democratica, nelle diverse stagioni da Dozza fino alle migliori esperienze degli anni piu' vicini, ha saputo essere una attiva promotrice di rapporti internazionali piu' avanzati, fra est ed ovest, da prima, poi fra il nord ed il sud del mondo. Non si tratta solo di un bel tempo andato. Bologna e' una parola che apre ancora molte porte, fuori d'Italia e il Comune possiede un'invidiabile know-how nei rapporti con l'estero. E' un patrimonio molto sotto utilizzato ma che puo' essere riattivato da un Governo della citta' all'altezza dei propri compiti. E' urgente la promozione di una conferenza cittadina per un programma di iniziative che affermando Bologna come Citta' di Pace, riproponga il ruolo delle Ambasciate della citta' , degli uffici per i rapporti internazionali, della collaborazione a tali scopi con l'Universita' , la cui attivita' internazionale e' particolarmente ampia e qualificata, il CNR e l'ENEA, le scuole.
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Provo a dettagliare alcune proposte. Diamoci l'obiettivo di estendere la diffusione e la creazione di cultura della pace e dei diritti umani, e qui la Carta Europea dei Diritti Umani nella Citta' , alla quale la Giunta di Bologna ha prima annunciato poi ritirato l'adesione, segna un passo importante nell' attuazione dei principi fondamentali sanciti nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e indica anche alla nostra citta' l' occasione di recuperare il suo ruolo storico di spazio politico e sociale nel quale ogni abitante possa avere lo stesso diritto di cittadinanza pur conservando la propria diversita' legata all' origine, al colore, all' eta' , al sesso, alla lingua o alla religione
I Diritti Umani sono universali, indivisibili e interdipendenti e tutti i poteri pubblici hanno la responsabilita' di riconoscere e valorizzare con atti e azioni concrete le differenze religiose, politiche, culturali, sociali ed etniche, e a fare in modo che le differenze non si trasformino in disuguaglianze, ma interagiscano dinamicamente, dando vita a nuove forme di relazione, scambio, convivenza, rendendo cosi' piu' umana e ricca la citta' . A Bologna in tanti gia' si impegnano mettendo in atto tutte le azioni tese a garantire e a far rispettare i valori proclamati nella Carta valori di uguaglianza e solidarieta' , di giustizia e democrazia nel territorio, di partecipazione, trasparenza e buon governo per difendere un medesimo concetto di dignita' umana e cittadinanza. Dare sostegno e visibilita' alle iniziative della societa' civile, riunirle il 21 Marzo, giornata dell'educazione alla Pace, e' un primo lavoro che vorrei che i cittadini affidassero al Comune di Bologna, guidato da un uomo di pace come Sergio Cofferati.
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Avendo l' obiettivo di contribuire ad una forte centralita' dell' ONU e' necessario mettere in campo una serie di progetti con le principali organizzazioni settoriali delle Nazioni Unite su sviluppo sostenibile, agenda 21, sanita' , cultura. Con l'obiettivo di un rilancio politico e culturale dell' Unione Europea, bisogna promuovere progetti, a partire soprattutto dai numerosi e significativi gemellaggi con altre citta' sorelle del continente, sui diritti umani, l' integrazione culturale, l' accoglienza, con particolare attenzione all' interscambio di esperienze nei campi fondamentali dell' acquisizione di competenze di vario livello nei linguaggi informatici e nel multilinguismo. Eurocities puo' essere l'ambito migliore per un forte sviluppo di tali progetti oltre alla prosecuzione di quelli, gia' in essere tesi in particolare al miglioramento delle reti dei servizi con il confronto fra i punti di qualita' delle diverse citta' europee. Con l'obiettivo di promuovere una nuova cittadinanza consapevole dei lavoratori, delle famiglie e dei giovani migranti bisogna utilizzare al meglio le reti di comunita' e di solidarieta' di coloro che vivono a Bologna provenendo ormai da tutto il mondo.
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Con l' obiettivo della solidarieta' internazionale occorre riprendere e qualificare i progetti attuati con la collaborazione delle Associazioni ed Organizzazioni non governative di cooperazione dove stanno emergendo realta' piu' agili ed innovative. Priorita' delle priorita' deve essere oggi l'attiva promozione di patti fra le citta' dell'Europa Comunitaria e quelle delle altre nazioni mediterranee e dei Balcani. Passano da qui le due faglie delle questioni generatrici di conflitti fra est ed ovest e nord e sud, fra il confronto e viceversa la guerra fra le civilta' . Le chiusure dell'Ambasciata di pace a Tuzla e dell'ISI (Istituzione per l'Immigrazione) sono state le Colonne d'Ercole attraversate all' incontrario dall' Amministrazione Guazzaloca: dall' apertura al mondo si e' passati ad una chiusura municipalistica che ha danneggiato gli stessi interessi di Bologna. In questi giorni di guerra crudele a Baghdad, a Falluja, a Nassyria, e di rottura fra "vecchia" e nuova Europa, i punti che abbiamo indicato potrebbero contribuire a riprendere il cammino nella direzione giusta. Occorreranno pero' idee chiare e risorse certe. Serve un investimento adeguato, una scelta chiara nel bilancio del Comune che puo' diventare un volano per il ritorno di risorse significative per la citta'.
La pace costa , ma la pace rende, costruisce buon governo.
La pace fa piu' ricca la citta' . Davide Ferrari
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