Elettrosmog: diritto all'informazione, diritto alla salute


Una battaglia per la trasparenza.

ELETTROSMOG :DIRITTO ALL' INFORMAZIONE

DIRITTO ALLA SALUTE

16 FEBBRAIO 2004
Consiglio comunale per la discussione della delibera
di iniziativa popolare, richiesta da oltre 3000
cittadini, per una regolamentazione degll'impianto e
dell'attivita'  delle stazioni radio base.

Dall'intervento in aula di Davide
Ferrari.


Il mandato Guazzaloca ha coinciso con un aumento geometrico del numero
delle antenne, con decine e decine di casi critici, che abbiamo potuto ascoltare nelle udienze conoscitive, di
cittadini che si sono trovati ridotti in un attimo al rango di sudditi, a correre da uno sportello all' altro senza avere mai una risposta. Questa e' la verita' .
Essendo di fronte a controlli spesso burocratici e fatti sulla carta, a Quartieri non informati e a un Comune teso quasi sempre a coprirsi dietro a una ridda
di citazioni legislative.
Bisogna intervenire, bisogna limitare, bisogna
programmare.

Forse niente di piu'. Ma queste tre cose ci dice la
delibera popolare; una delibera per la quale sono
state raccolte in condizioni spesso rocambolesche, che
dimostrano il coraggio e l' attivita'  di chi l' ha fatto,
centinaia e poi migliaia di firme.
Quindi siamo oggi a un punto importante perche' c' e'
stata una iniziativa popolare che ha saputo
raccogliere tante realta'  diverse, altrimenti tutte
sole davanti a questo problema.
Gli elementi piu' importanti di questa delibera che e'
stata chiamata, io sono d' accordo, delibera del
buonsenso, sono quelli che tendono a mettere in chiaro
e a rendere cogenti tutti quegli obblighi gia' 
esistenti ma pure ampiamente disattesi; e laddove
invece tende a richiedere, per tenere insieme queste
diverse competenze, la stesura di quello - io lo
chiamo cosi'- che si puo' chiamare un vero e proprio
piano regolatore delle emissioni ammesse.
Voglio dire che su entrambi i settori, cioe' la
verifica di quello che fanno uffici, ARPA,
amministrazione comunale, da un lato, e dall' altro
lato la stesura, che invece deve essere in capo
all' amministrazione comunale, di un piano delle
autorizzazioni sostenibile, il Consiglio comunale sara' 
chiamato dal giorno dopo l' approvazione, di questa
delibera a una fortissima iniziativa di verifica tesa
a tenere in qualche modo il controllo popolare
presente per tutta la durata dei procedimenti e non
solo per la giornata di oggi nell' aula del nostro
Consiglio.

Lla "delibera del buonsenso", cosi' e' stata chiamata giustamente, e con
lo stesso buonsenso la Giunta si deve mettere dalla parte dei
cittadini, non li deve lasciare soli di fronte alla
magistratura, di fronte alle societa'  antennistiche, si
deve informare, verificare, far sentire una voce forte.

Il Comune deve essere avvocato dei suoi cittadini, non controparte.

Le notizie di gravi ingiustizie si susseguono, il raddoppio dell'antenna di Foscherara e il caso della Sig.ra sofferente lasciata senza alcuna risposta di fronte all'installazione di vai del Luzzo, sono solo due esempi

Ma ho ricevuto anche una buona notizia, che non viene certo dall' amministrazione,ma deriva dal lavoro di queste realta'  civili, dei comitati.

Gia'  si e' fatto un passo avanti, e dalla denuncia si passa
alla vera e propria pubblicazione - in forma di
vademecum - di quelle che possono essere indicazioni
di fronte all' elettrosmog da stazioni radio base per
telefonia mobile, per cercare di rendere adeguata
l' iniziativa, sia quella civica, sia quella
amministrativa.
E' il caso del comitato di via Fondazza che ci ha fornito,un lavoro di grande rilievo, una
autentica pubblicazione, un libro bianco sulle
possibilita'  di risposta, tecnicamente fondato,
occorrera' certo metterlo in riferimento ad altri che
sono prodotti in tutta Italia, anche nella nostra
realta'  bolognese, ma credo che sia il segno di un
passo avanti. La pubblicazione insegna che sulle
autorizzazioni condominiali, sulla verifica dei
percorsi di societa'  altrimenti dai contorni non
definite, sulla necessita'  di verificare anche
tecnicamente forme che permettano la stessa emissione,
ma con minore danno, si puo' fare molto.

Non e' possibile che debbano essere i
cittadini a fornirci questi libri bianchi.
Io mi chiedo, lo chiederei ugualmente di fronte a una
amministrazione di centro sinistra: non e' il momento
di mettere al lavoro i fior di ingegneri, i fiori di
avvocati degli uffici legali, gli amministratori piu'
sperimentati di questo Comune, perche' un analogo libro
bianco sia fornito dalla amministrazione comunale? E
non fare piu' il viceversa. Non fare piu' che tutte le
intelligenze siano spese per giustificare i
procedimenti adottati.
Da domani, dopo l' approvazione di questa delibera,
queste risorse professionali debbono essere messe al
lavoro non per dire solo dei no, ma per giustificare
l' iniziativa civile, per la salute e la salvaguardia
dei diritti dei cittadini. Ci vuole cioe' una inversione totale nei suoi interventi, assessore Salvioli,
una totale inversione, che deve servire a fare si' che
la delibera che votiamo non sia archiviabile come il
frutto di un' allarme, ma come il punto di riferimento
di una nuova politica, il segnale che si cambia il giro di walzer. Quello che e' stato fatto fino adesso a
giustificazione burocratica della manifesta impotenza, deve girare
all' incontrario e deve essere invece a fondamento di
un' azione limitante e regolativa per la salute.
Questo e' il punto. Voglio citare i termini del problema che ormai da piu' parti ci vengono indicati:
regolamenti con limiti piu' cautelativi, resi effettivi
mettendo in opera una azione sinergica fra piu'amministrazioni nella programmazione, nel controllo,
nella sanzione.
Io dico: bene, Bologna vota oggi questo atto, ma il Sindaco deve
chiedere subito all' ANCI, che ci sia
un coordinamento forte di tutti i Comuni d' Italia. Il problema e' di fronte a tutti, in ogni realta' . Le salvaguardie per la proprieta'  edilizia e per i
condomini non solo quelli direttamente coinvolti,nei limiti di sicurezza fissati burocraticamente, ma quelli dove abitano coloro che sono coinvolti sul piano della salute. Ci vuole una
evoluzione di coscienza sulle emissioni da elettrosmog. E' solo un segno di ricchezza e di liberta' 
potere comunicare tramite cellulari, o e'anche qualcosa che va sottoposto
alla verifica degli influssi sul nostro corpo? Io purtroppo devo dire che
mi considero una vittima di questo modo di vivere e di lavorare che ha ormai nel cellulare un caposaldo,ma non
possiamo continuare cosi', senza chiederci nulla.
Ci vuole una inversione totale di tendenza, che consideri il fatto che ormai siamo oltre il livello di
soglia di pericolo. Si dice che questi pericoli non sono mai stati sottoposti a test, a parte che non e'
vero purtroppo, e le prime ricerche epidemiologiche, che ormai ci
stanno giungendo, sono invece assai allarmanti. Ma comunque non e' questo il tema, colleghi. Non c'e' chi
non veda che una tale congerie di antenne, molte ormai addirittura interattive fra loro, a cui si aggiunge quello che tutti i giorni riceviamo per le nostre forme di
vita, in casa o nell'ambiente esterno, sono evidentemente un forte rischio. E allora, ripeto, l' impegno politico, dopo questa votazione, e'
chiaro: mettere il Comune non al servizio della salvaguardia della segretezza, della burocrazia, della
lontananza, ma alla salvaguardia della salute e dei diritti dei cittadini.

Sono i cittadini, i comitati per la salute, quelli che hanno proposto questa delibera.

Se a questo servira'  io credo che avremo espresso oggi un voto significativo e importante.

GIUDICHEREMO DAI FATTI,

CI BATTEREMO PERCHE' FATTI CONCRETI AVVENGANO.

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Sull'elettrosmog, basta con chi "non vede, non sente, non parla".